jihad
settembre 6, 2010
Che senso ha cercare di ricominciare?
Forse ha il senso di un esercizio interiore. Ricominciare per mettere ordine, per raccattare tutti i cocci e i granelli di polvere e fare la conta e capire cosa si salva cosa è morto e cosa arriverà. Come per leggersi i fondi di caffè dell’esistenza, come se la polvere sotto i sandali avesse velleità divinatorie. O forse solo perchè mi piace e sta ricominciando l’autunno e ci casco di nuovo.
Fine ed inizio
gennaio 2, 2010
Ci risiamo. Di nuovo capodanno.
Avete fatto brillare i vostri contraddittori ordigni, avete ballato inscenando rituali pagani di cui avete perso memoria, avete mangiato i cotechini precotti del supermercato con il loro contorno di nitriti e polifosfati, avete inneggiato alla vita nuova, ai buoni propositi, vi siete sentiti tutti più buoni, più umili, più casti, più utili a una qualche causa al mondo.
Ora basta.
Ricominciate le solite giornate. I soliti sogni, le solite tristezze.
Io mando in giro curricula e penso, penso, penso.
Daimoku
dicembre 15, 2009
Quando la prima neve arrossa di freddo le mie mani, e le giornate si fanno scure e fumare per strada è un piacere, mi tornano in mente i primi giorni qui, in questa terra allora nuova. L’inverno mi fa venir voglia di ripartire, di ritrovare in cantina l’ingenuità di quei mesi, le sgangherate poesie scritte con la stilografica e le suites di Bach ogni santo mattino.
Ars poetica
novembre 22, 2009
Io bene non sto. Anche quando sembra tutto in ordine, c’è sempre una contraddizione nascosta, una domanda inevasa. Io vorrei essere come una sestina di Arnault, serena e perfetta in ogni frangente, uguale a se stessa, felice. Si può essere felici, se si hanno solo rime negative ed irrelate, versi ipermetri, ineguaglianze e vistose cadute di stile?
Le sigarette in via Oberdan
novembre 16, 2009
Certe sere mi ritorna una stanchezza usata, come dei primi anni in questo posto brumoso. Di nuovo mi trovo a costruire un ponte, un passaggio, a inventarmi un nuovo cammino. Di nuovo la solitudine si affaccia, e stavolta mi trova più vecchio e indurito e più capace di amare e discernere e meno di sognare. A che pro si cresce, se nulla si può preservare della follia? Perchè chi cresce deve perdere la sana insania dei bambini?
Costel, maledizione, dove sei finito?
Roma Termini
ottobre 9, 2009
La barista trentenne con gli occhi stanchi serve i caffè in continuazione, senza fermarsi un attimo. C’è sempre qualcuno pronto con lo scontrino in mano a reclamare la sua tazzina. Qualcuno va anche di fretta, qualcuno non parla inglese. Qualcuno rovescia lo zucchero sul bancone.
Lei serve i caffè, i cappucci, le brioches e i tramezzini, e ti dice due parole, un sorriso piccolo e vero, ciao, ecco il tuo caffè, va bene alto così, grazie mille, arrivederci, a presto. Ti dice arrivederci e senti che ci crede, che davvero ti augura buon viaggio ed è felice di averti visto bere felice il tuo caffè. E tu rimetti lo zaino in spalla, il giornale sottobraccio, e ti avvii lentamente al tuo binario, pensando che una barista trentenne dagli occhi stanchi e la maglietta scolorita può essere la donna più felice del mondo, se fa i caffè con amore.
Musica di strada
settembre 28, 2009
Mi piace camminare nel silenzio profondo che annuncia ottobre. Da bambino era il tempo del buio e delle prime castagne.
Bologna offre autunni meravigliosi, colorati e onesti. E le giornate che s’accorciano si portano via ogni imbrunire un po’ di fatiche d’estate. Forse riuscirò a riposare, tra poco, tra i rami nudi dei platani e le foglie colore del tramonto.
Intanto, la menzetta canta.
Dedicato ad Alceo
settembre 26, 2009
Il profumo del Sencha è erboso e fresco, il sapore salino, vivido, persistente. A volte mi ricorda vagamente i sentori ell’acqua di mare.
Le domande si ravvolgono come i nodi sulle gomene. Il vuoto esaspera la mente, come il cavo dell’onda nella burrasca. Verso ancora un po’ di tè e coloro la tristezza di giada.
Doc. Freud, I suppose…
settembre 14, 2009
Strani sogni, ormai sono consuetudine. Non me ne faccio più un cruccio, anzi cerco di godermeli come cortometraggi surrealisti.
Un coccodrillo m’insegue nel giardino del mio liceo, e riesce quasi a mordermi. Intorno non c’è nessuno. Tranquillamente mi avvio verso il cancello d’uscita, e d’improvviso la solitudine si trasforma in ressa di individui di mezz’età tutti con lo stesso volto inespressivo e gli occhi grandi. Cammino per la strada ed è il tramonto, sembra maggio. Ma quando mi sveglio è iniziato l’autunno.
E Mike Bongiorno è morto.
A volte ritornano
settembre 11, 2009
Ce l’ho fatta. Sono riuscito a riaprire la pagina del blog. E dire che non sono un esperto di informatica… Ok sono andato a tentativi, lo ammetto!
Inizia un dolcissimo autunno, e mi preparo ad accoglierlo. E voi?