La menzetta di Mastro Peppe

Dicembre 10, 2007

Giornata trascorsa prendendo a calci la febbre (ma tanto sta vincendo sempre lei) e sopportando in qualche modo il freddo e il malessere per fare le cose che comunque vanno fatte. Stare a letto è un cilicio, perchè non riesco a dormire e mi fanno male le ossa; la testa mi pesa e ho la bocca impastata da ieri sera. Insomma, tutto bene.

La buona notizia arriva verso mezzogiorno. Una telefonata dal Monferrato mi avverte che la menzetta di Mastro Peppe è pronta per me, posso andare a prenderla. Prevedesi un Natale zampognaro in casa Musicante.

La menzetta è la regina delle zampogne calabresi. Strumento di taglia medio-grande, ha cinque canne (due melodiche e tre di bordone) che montano ance doppie. L’otre molto grande e l’ampio canneggio conico consentono un timbro maestoso, e un grande volume di suono; solitamente usata in coppia con la ciaramella (in calabrese pipita), quando è suonata da sola, specie nelle passate lente, ricorda la grandiosità dell’organo. Nella sua nobile rusticità, la menzetta è la zampogna delle occasioni importanti, delle processioni e delle novene; la sua sonata lenta accompagna la sposa all’altare, e porta la benedizione di casa in casa nelle nottate natalizie.

La menzetta di Mastro Peppe, il mio maestro amatissimo, sarà a mia disposizione per un po’. Si tratta solo di un prestito, ma non importa: tra le mie braccia potrò finalmente tenere un po’ di tradizioni, di storia antica della mia gente, e finalmente la mia casa sarà piena del pianto dolce della zampogna.

Perchè la zampogna urla disperata, prima di impastare l’aria a festa.