Maggio 22, 2008

Non vale la pena dare un titolo a questo post, non vale lo sforzo.

Sono deluso da quest’esperienza, da quest’idea, da questa cosa che mi piace chiamare estensione del mio taccuino. Davvero, non pensavo che ci fosse, dietro i lustrini e i colori, la capacità di perdere l’essenza materiale delle cose, di avvinghiarsi a un’idea come la zecca fa con l’orecchia del cane, fino a incattivirsi e perdere il senso della quotidiana realtà. L’amarezza è pesante e nera, non lascia posto a ripensamenti. Questo posto tra un po’ sparirà, con tutto quello che ci girava intorno. Ho sbagliato, ho sbagliato io a buttarmi in questo mondo a cui non somiglio, ho dato fastidio, sono stato ingombrante, non ho saputo obbedire alle regole, non sono stato al gioco. Del resto, ho sempre amato navigare in solitaria.

Chiedo scusa a chi si è sentito infastidito dal mio agire, o dalla mia presenza.

Chiedo scusa a chi veniva a sbirciare qui ogni tanto con affetto. Il mio taccuino sarà sempre aperto per loro, da qualche altra parte.

Buona fortuna a chi resta.