Non vale la pena dare un titolo a questo post, non vale lo sforzo.

Sono deluso da quest’esperienza, da quest’idea, da questa cosa che mi piace chiamare estensione del mio taccuino. Davvero, non pensavo che ci fosse, dietro i lustrini e i colori, la capacità di perdere l’essenza materiale delle cose, di avvinghiarsi a un’idea come la zecca fa con l’orecchia del cane, fino a incattivirsi e perdere il senso della quotidiana realtà. L’amarezza è pesante e nera, non lascia posto a ripensamenti. Questo posto tra un po’ sparirà, con tutto quello che ci girava intorno. Ho sbagliato, ho sbagliato io a buttarmi in questo mondo a cui non somiglio, ho dato fastidio, sono stato ingombrante, non ho saputo obbedire alle regole, non sono stato al gioco. Del resto, ho sempre amato navigare in solitaria.

Chiedo scusa a chi si è sentito infastidito dal mio agire, o dalla mia presenza.

Chiedo scusa a chi veniva a sbirciare qui ogni tanto con affetto. Il mio taccuino sarà sempre aperto per loro, da qualche altra parte.

Buona fortuna a chi resta.

7 Risposte

  1. Noooo zio!Hai perso la tua ispirazione magari ma non ci lasciare questo triste silenzio! :-(

  2. peccato. era comunque bello sbirciarti in quasi segreto…
    sara

  3. Ti prego non andare, la tua musica scalda il cuore.

  4. Cecilia… chi sei?

  5. ma che ti succede Musico? che hai fatto? cosa ti cruccia così tanto? ora mi sento pure in colpa che ti ho aiutato io ad aprire questo blog…

    spero tu stia bene
    panz

  6. Panz, benebenissimo non sto, ma d’estate forse per me è normale. E tu come stai? E la mia ineffabile spasimantessa?

    Hai visto che sono tornato?

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