fenomenologia dell’ouzo
Luglio 16, 2008
Che nessuno mi ascolti, non può farmi che piacere: non sapete quant’è bello parlare alle scogliere nei pomeriggi d’estate, non lo saprete mai.
Oggi, per burla degli eventi, ho bevuto un dolcissimo caffè greco (l’avevo chiesto metrio, arrivo glikos), e un ospitale e profumato ouzo, mentre un ateniese un po’ attempato mi parlava con fierezza del suo popolo e della radice greca di qualsiasi parola di qualsiasi lingua del mondo (ma non l’avevo già vista questa scena?). Io voglio bene ai greci, voglio bene ai vecchi greci attaccati alla loro pietrosa terra come le radici degli ulivi. Mi sono alzato un po’ brillo e col cuore sgonfio. Anch’io avrei un posto da quelle parti, me lo sento.
Luglio 17, 2008 at 10:18 am
Io quest’anno miro a Corfù. Dieci giorni di profumo di mare greco, feta e olive.
Buona Grecia Mirko!