Luglio in Brettìa

Potrei dire di pesche enormi, gialle e profumate da dare alla testa, potrei dire il vento caldo di libeccio che fa stormire gli ulivi come la schiuma del mare, potrei raccontare lo Ionio perlaceo e maestoso che sta immobile e immenso a mezzogiorno, o le cicale in amore che cantano forte, il miele denso e le api che mi svegliano la mattina, i posti che so, il dialetto aspro e gentile della mia gente, i passi consueti mai dimenticati, il cielo stellato che mi accompagna dopo cena, le feste dei cani, il mio pane. E invece passeggio malinconico cercando l’ombra di un grande gelso nero, di cui è rimasto solo una macchia scura nella terra riarsa. Arrivederci amico mio.

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