Uno dei migliori tabacchi secondo me. Ho una vecchia scatola che centellino nelle notti tristi come questa.

Mi chiedo cosa sia, poi, la tristezza. Quella cosa che resta al fondo di una giornata trascorsa tra la felicità e la rabbia improvvisa, tra il sole forte profumato di sale e le parole taglienti, tra la semplicità e la cattiveria, tra la timidezza e il sonno pesante. Guardando il fumo azzurro ho tirato le somme di questi giorni, ho visto cose vecchie, vecchissime, sempre uguali, identiche, ineluttabili. Siamo davvero delle bestie inutili ancorate alla meschinità.

E io non so più dov’è casa mia. Credevo di avere radici qui, ma ormai sono sprofondate in una terra sterile e irriconoscibile. Non c’è più davvero nulla di mio qui. Forse da nessuna parte c’è. E forse, stare al mondo è una continua, disperata lotta per avere un posto in cui riuscire a non pensare. Patria, diceva Koltès, è il posto in cui non si è.

Di cosa ho voglia adesso? Preferisco non chiedermelo. Buonanotte, eclissi di luna.

Dieci e venticinque

Agosto 2, 2008

Quanti ancora sul Trentasette?

brettioi sykoi

Agosto 1, 2008

Perchè alle volte gli alberi sono forti come le donne gravide, e stamattina il paniere era pieno di fichi meravigliosi, nonostante tutto.