A volte ritornano
Settembre 11, 2009
Ce l’ho fatta. Sono riuscito a riaprire la pagina del blog. E dire che non sono un esperto di informatica… Ok sono andato a tentativi, lo ammetto!
Inizia un dolcissimo autunno, e mi preparo ad accoglierlo. E voi?
Sono piccolo come un filo d’erba. Sono fragile e odoro di terra. Sono stanco e feroce, sono un giunco. Una ferula secca sulla spiaggia. Sono uno scoglio appuntito.
Fuggi da me, mio mare. Posso insegnarti solo le ferite nei piedi scalzi. Solo a camminare la vita.
S. E. T. L.
Febbraio 9, 2009
Che le iene e gli avvoltoi non osino avvicinarsi.
Gente delle Grigne
Gennaio 22, 2009
La più bella definizione per loro credo l’abbia data De Andrè:
quei che du luassu preferiscian l’
Dies Natalis Solis Invicti
Dicembre 24, 2008
Mi godo tranquillamente ogni goccia di quest’inferno che mi è stato gentilmente donato. Scopro di avere dentro di me delle voragini talmente grandi che se ci guardo dentro mi vengono le vertigini e mi gira la testa.
A chi ci crede, buon natale. A quelli come me, buonanotte.
La sensazione è che a volte qualcuno nasca come per dovere, per regola non scritta, perchè all’interno di una comunità equilibrata dei figli ci devono pur stare. Che tutto sia già scritto e predeterminato, che le regole le usanze le dicerie e le pretese abbiano già predisposto ogni giornata, ogni stato d’animo, ogni risveglio e ogni sonno. Che sognare sia un peccato mortale.
Che non desiderare la vita sia, più che un peccato, una sgradevole contravvenzione all’etichetta.
Kairòs
Dicembre 8, 2008
Un’eccezione doverosa alla linea intimista di questo blog.
Ciò che sta succedendo a qualche centinaio di chilometri da noi, nella montuosa terra greca, è molto più vicino alla nostra situazione di quanto immaginiamo. Penso che se anche noi fossimo un po’ più balcanici e un po’ meno rincoglioniti dalle televisioni adesso saremmo tutti in strada, a chiedere giustizia per un ragazzino ammazzato come un cane.
Sorgi popolo greco! Cogli la tua occasione.
Confermo e ribadisco.
Ma come? Sono un castello di sabbia io.
Un castello di sabbia che qualcuno ha costruito e abbandonato alla furia del mare.
Compieta
Ottobre 2, 2008
Dove sei, anima lunga e distesa come un cane a mezzogiorno, impigrita nelle giornate troppo calde di settembre, non ti vedo e non ti sento. Ho guardato fuori dalla finestra gli abeti, ho contato i rami tre volte, come facevo quand’ero più giovane, e preparavo il tè alla menta che ti faceva sentire leggera e importante, e scrivevo su quella bella carta verde oliva ruvida e pesante, e tu non c’eri. Sono uscito sotto il cielo d’inchiostro, ho respirato l’aria umida e libera della notte sui muri non miei, ho sentito l’asfalto lucente come una carezza. E sono tornato a casa senza di te. Dove sei, anima mia indifesa?